LE DATE - La prima giornata dei gironi è in
programma per il 19 settembre, mentre l'ultima giornata sarà il 12
dicembre. La finale, che si giocherà allo Juventus Stadium coincide
con una data molto cara alla Lazio: il 14 maggio 2014, giorno del 14°
avversario del secondo Scudetto biancoceleste.
Fase a gironi, prima giornata 19/09/13
Fase a gironi, seconda giornata 03/10/13
Fase a gironi, terza giornata 24/10/13
Fase a gironi, quarta giornata 07/11/13
Fase a gironi, quinta giornata 28/11/13
Fase a gironi, sesta giornata 12/12/13
Sedicesimi di finale, andata 20/02/14
Sedicesimi di finale, ritorno 27/02/14
Ottavi di finale, andata 13/03/14
Ottavi di finale, ritorno 20/03/14
Quarti di finale, andata 03/04/14
Quarti di finale, ritorno 10/04/14
Semifinali, andata 24/04/14
Semifinali, ritorno 01/05/14
Finale (Juventus Stadium, Torino) 14/05/14
Europa League 2013-2014: tutti i gironi
GRUPPO A
Valencia (Spagna)
Swansea (Inghilterra)
Kuban Krasnodar (Russia)
San Gallo (Svizzera)
GRUPPO B
PSV Eindhoven(Olanda)
Dinamo Zagabria (Croazia)
Chornomorets Odesa (Ucraina)
Ludogorets (Bulgaria)
GRUPPO C
Standard Liegi (Belgio)
Salisburgo (Austria)
Elfsborg (Svezia)
Esbjerg (Danimarca)
GRUPPO D
Rubin Kazan (Russia)
Wigan (Inghilterra)
Maribor (Slovenia)
Zulte Waregem (Belgio)
GRUPPO E
Fiorentina (Italia)
Dnipro (Ucraina)
Paços de Ferreira (Portogallo)
Pandurii (Romania)
GRUPPO F
Bordeaux (Francia)
Apoel (Cipro)
Eintracht Frankfurt (Germania)
Maccabi Tel Aviv (Israele)
GRUPPO G
Dinamo Kiev (Ucraina)
Genk (Belgio)
Rapid Vienna (Austria)
Thun (Svizzera)
GRUPPO H
Siviglia (Spagna)
Friburgo (Germania)
Estoril Praia (Portogallo)
Slovan Liberec (Repubblica Ceca)
GRUPPO I
Lione (Francia)
Real Betis Balompié (Spagna)
Vitória de Guimarães (Portogallo)
Rijeka (Croazia)
GRUPPO J
Lazio (Italia)
Trabzonspor (Turchia)
Legia Varsavia (Polonia)
Apollon Limassol (Cipro)
GRUPPO K
Tottenham (Inghilterra)
Anji Makhachkala (Russia)
Sheriff (Moldavia)
Tromsø (Norvegia)
GRUPPO L
Az (Olanda)
Paok (Grecia)
Maccabi Haifa (Israele)
Shakhtyor Karagandy (Kazakistan)
AGGIORNAMENTO ORE 17.10 - Mancava solo lui. Eccola la smentita di Unal Aysal, patron del Galarasaray:
"La Lazio ci ha proposto un sistema di pagamento dilazionato, a quel
punto noi abbiamo chiesto 3-4 milioni in più e loro hanno detto no.
Kozak? Non ne abbiamo parlato, per noi la trattativa è terminata".
notti di speranza che vuol dire fedeltà
quasi come fosse la distanza
tra un bel sogno e la realtà
notti di emozioni
che nel cuore porterò
sono per quegli undici leoni
le bandiere in curva nord
notti biancoazzurre
con il cuore in libertà
corri lazio grande lazio corri
niente mai ti fermerà
sotto l'acqua il cielo
noi saremo ancora qua
mentre vola l'aquila nel cielo
sopra tutta la città
ma questa sera vi voglio
la stella più bella di roma
irriducibile orgoglio
nel cuore
per sempre la lazio
notti in questo immenso stadio passerò
o davanti alla tv
per le strade tanti amici incontrerò
ma vorrei ci fossi tu
notti di una vita
chiusi negli spogliatoi
dire ancora che non è finita
vinceranno i nostri eroi
tu sei il primo amore
che ha stregato sta città
una storia darti questo onore
quello dei cent'anni fa
ma non c'è niente di meglio
che questa gran festa vincente
irriducibile orgoglio
nel cuore
per sempre la lazio
e dalla radio tante luci sentirò
so che parlano di te
sentimenti condivisi oppure no
ma decenti come me
ma questa sera vi voglio
la stella più bella di roma
irriducibile orgoglio
nel cuore
per sempre la lazio
notti in questo immenso stadio passerò
o davanti alla tv
ancora una volta per la mia lazio canterò
come mai isegnato tu...
L'alternativa
a Radu è sbarcata a Roma. E' giovane, ha ottime
prospettive ed ha tanta voglia di fare. Lui è Vinícius de
Freitas Ribeiro. Nato il 7 marzo del 1993,
può giocare sia come laterale difensivo che come esterno di
centrocampo in caso di difesa a tre.
Alto 176 centimetri, è arrivato dal Cruzeiro
(dove è cresciuto calcisticamente e dove è tornato lo scorso marzo
dopo una breve parentesi in prestito al Fluminense) a parametro
zero. La Lazio ha deciso di puntare su di lui, vuole fidarsi
del suo talento. Vinícius non appena saputo dell'interesse del club
di Lotito, che ha chiuso l'operazione in poco tempo, non ha avuto il
minimo tentennamento.
In passato il giocatore aveva attirato l'interesse
di diversi club brasiliani, ma anche di alcune squadre del nostro
campionato (come ad esempio il Parma). Al suo arrivo in aeroporto
queste sono state le sue prime parole: "Sono
davvero felice di essere qui, entusiasta per questa sfida. Questa è
una città bellissima, una delle più importanti del mondo e la Lazio
è una grande squadra. Spero di fare bene e affermarmi. Il mio ruolo?
Sono un esterno sinistro". Ovviamente si è subito,
come tipico a Roma, affrontato il tema derby: "Se ho
visto il derby di Coppa Italia? So che la Lazio ha vinto una partita
storica...".
Dal Brasile arriva una bella
descrizione. Soprannominato “Cara de caveira“ ("Faccia
da teschio"), l'out di sinistra è il suo habitat naturale. E'
il classico terzino brasiliano dotato di tecnica e
corsa. All'occorrenza può essere schierato come esterno di
centrocampo. Propositivo, ama spingere sulla fascia ed ha un ottimo
piede per i cross. Da registrare anche la capacità di
inserirsi fino al limite dell'area avversaria per poi concludere in
porta. Nelle giovanili del Cruzeiro è stato spesso scelto come
rigorista. Nota da non sottovalutare. Vinícius ritroverà pure una
sua "vecchia" conoscenza. Infatti, il ventenne ha
partecipato all’ultimo Sub20 con il Brasile,
insieme al suo nuovo compagno laziale Felipe Anderson.
I suoi
miti sono Ronaldo (per il calcio), mentre nel mondo
della sport in generale sono Ayrton Senna e Anderson
Silva. Molto credente, come la maggior parte dei calciatori
provenienti dal Sudamerica, poco prima di sbarcare ha twittato: “Dio,
aiuta chi lavora e particolarmente chi coltiva e raccoglie bene. Sono
molto felice per questa sfida, ed anche molto motivato“.
Ecco
quindi un altro giovane alla corte di Petkovic ed
un'altra scommessa di Tare. L'età media della Lazio si abbassa
ulteriormente e il futuro della squadra si sta pian piano delineando.
E' quello che serviva, ritengo che sarà molto
utile alla causa, essendo un terzino sinistro di grande spinta, un
mancino naturale molto tecnico, in grado di giocare anche a destra,
all’occorrenza. Un uomo di spinta dunque per Petkovic, che potrà
sfruttare la sua capacità di inserimenti senza palla ma anche la
sua bravura nel saltare gli avversari e creare superiorità
numerica.
Nel ritiro precampionato abbiamo visto qualche
sua apparizione e non è affatto male il ragazzino.
E' notizia di questi giorni che
il brasiliano sta recuperando dal trauma distorsivo che l'aveva
fermato dal ritiro di Fiuggi, speriamo di vederlo presto in campo.
Ancora un sudamericano per la nostra BrasiLazio,
buona fortuna Vinícius!
Felipe
Anderson Pereira Gomes, nato a Brasilia il 15 Aprile del ’93,
soprannominato El Pipe, diminuitivo di Felipe o
letteralmente Il Tubo per via del fisico longilineo, è il
prototipo del calciatore moderno, rappresentando alla perfezione un
centrocampista universale, in grado di giocare in tutti i ruoli:
centrocampista centrale, esterno destro e sinistro, mezzapunta.
In grado di calciare indistintamente
con entrambi i piedi, è dotato di un ottimo dribbling preciso e
rapido e di una buona visione di gioco che gli permette di realizzare
molti assist. Nell'economia di squadra è impressionante, grazie
alla grande facilità di corsa, per la capacità di lavorare
tatticamente in modo costante nell'arco di tutti i novanta minuti,
alternando giocate di grande spettacolarità a momenti di grande
semplicità, sempre riuscendo a catalizzare la manovra della squadra
grazie all'innata qualità di seguire costantemente l’azione
dopo la giocata.
Estroverso, mai presuntuoso, religioso e con
la testa sulle spalle, amante dei videogiochi e con alle spalle
un’infanzia fatta di povertà e sacrifici. Sa da dove viene e
dove vuole arrivare il nuovo talento di casa Lazio, le sfide non
lo spaventano. Anzi: “Esordire a 17 anni nel Santos non è
stato facile. Indossare la maglia numero 10, quella di Pelè, è
una responsabilità e la pressione era tanta. Devo ringraziare la
mia famiglia per essermi sempre stata accanto”.
I
primi calci al pallone li tira in strada e subito impressiona. Il
giovane Felipe cresce indossando le maglie di squadre minori e a
14 anni comincia a mostrare doti fuori dal comune tra le fila del
Club Recrativo Gaminha. Prestazioni che attirano le attenzioni
del Coritiba prima e del Santos poi che nel 2007 lo acquista e lo
inserisce nelle proprie giovanili. L'esordio in prima squadra
arriva tre anni dopo, il 6 ottobre 2010 in un match che il Peixe
vince 3-0 contro la Fluminense, mentre per la prima rete bisogna
aspettare altri 11 mesi: Felipe segna contro l’Avaì (e che
gol) e comincia la sua ascesa. Nel 2011 colleziona 19 presenze,
dimostra di avere qualità, di sapersi adattare in più zone del
campo, tanto che il Peixe decide di affidargli la maglia che fu
di Pelè. La leggenda sulle spalle, la leggenda che lo tiene
d’occhio e di lui dice: “Ha talento e grandi margini di
miglioramento, tutti gli ingredienti necessari per diventare una
stella”. Nel 2012 esplode, il Santos si accorge di avere
in casa una gioiello, un giocatore in grado di sostituire Ganso e
affiancare Neymar di cui è grande amico. 39 presenze tra
campionato e Libertadores e sei gol sono il bottino della miglior
stagione di Anderson. Nel 2013 il calo, coinciso con il mancato
approdo alla Lazio a gennaio, un sogno spezzato che ha incrinato
il rapporto tra l'ambiente santista e il giocatore. Solo cinque
presenze, tanta panchina e i titoli di coda a una storia bella e
intensa.
Il 9 luglio scorso finalmente,dopo una lunghissima
trattativa, il duo Tare-Lotito è riuscito a portare a Roma in
prospettiva uno dei migliori della nazionale Verdeoro per 9 milioni.
Talento indiscutibile. Eppure intorno al nuovo
acquisto della Lazio lo scetticismo è tangibile. Gioca poco, Si
dice. Faceva panchina nel Santos, Si ribadisce. Ma Felipe
Anderson sbarca a Roma a 20 anni con un curriculum da far invidia
a molti. 110 presenze nel Santos (insieme al San Paolo il club
più titolato del Brasile), una Copa Libertadores vinta nel 2011
e una Recopa conquistata l'anno successivo, più due titoli
Paulisti. Non proprio bazzecole.
Attualmente è fermo per un infortunio ma il
dottor Roberto Bianchini oggi stesso ha fatto il punto della
situazione sul giocatore brasiliano: “Per Anderson c’è un
protocollo ben preciso che stiamo seguendo e che sta dando i
risultati sperati”. Insomma, è sempre più vicino il momento
in cui vedremo il neo acquisto biancoceleste calcare i campi
della Serie A.
A mio avviso e non
solo come detto in precedenza è un vero talento e sarà
importantissimo in questa Lazio, dove lo vedrei bene come mezzala
offensiva, è uno che con facilità dribbla uno o due avversari e
con i suoi assist può essere decisivo nella fase offensiva, è
molto rapido ed è in grado di calciare sia di destro sia di
sinistro, ed in questo ruolo può trovare facilmente la via del
gol.
Dei giocatori che
Petkovic ha attualmente in rosa nessuno ha le sue
caratteristiche. Spero che il Mister lo faccia giocare insieme a
Hernanes (possono coesistere benissimo) per una Lazio sempre più
a ritmo di samba.
Non in buona fede sono coloro che usano qualsiasi mezzo di comunicazione per colpire la S.S. Lazio da ogni lato.
Dopo
il turno di squalifica inflitto alla Curva Nord in seguito ai cori
razzisti nella partita di Supercoppa contro la Juventus, da scontare nella partita casalinga in programma per Domenica 25/8 ecco il
comunicato da parte dei ragazzi del settore incriminato ripreso dalla
pagina Facebook di Radiosei:
“Laziali, dopo l’ennesima
restrizione nei confronti della NOSTRA CURVA, siamo costretti nuovamente
ad intervenire mediante un nuovo comunicato. Accusare la nostra
Curva di razzismo, una curva che non ha mai cacciato ragazzi di colore
dal proprio settore e che ha sempre accettato il progressivo aumento di
ragazzi di diverse etnie all’interno della propria squadra, facendoli
poi oltretutto divenire idoli, vedi Liverani, Dabo, Onazi, Ciani, Cissè
etc etc è veramente ridicolo oltre che infamante! È chiaro ormai il
disegno che da anni ci vede tirati in ballo strumentalizzando
comportamenti più volte spiegati tramite comunicati e radio. È altresì
evidente che fa comodo usare nei nostri confronti due pesi e due misure
non considerando i nostri chiarimenti in merito ma perseverando contro
di noi con ogni mezzo a discapito della più limpida verità. È proprio il
caso di dire che il vostro interesse supera la ragione. Vano è stato il
nostro tentativo di far capire, non ora, ma nel corso degli anni, che i
famosi “buuu” non sono un coro d’offesa razziale bensì semplice sfottò
per irretire l’avversario di turno, ma proprio i vostri interessi hanno
fatto in modo di rendere parole al vento ogni tipo di delucidazione in
merito. Chiediamo pertanto al nostro popolo, impegnandoci noi per primi,
di evitare di fare gli ululati. Noi siamo più maturi e dimostreremo,
come abbiamo sempre fatto, la nostra superiorità anche in questa
circostanza disarmando così gli ipocriti che ci remano contro.
Aspettiamo con ansia, da parte vostra cari soggetti accusatori, le
prossime accuse nei nostri confronti, tolti gli ululati siamo curiosi di
vedere a cosa vi appiglierete, qualche consiglio l’avremmo, ma per
decenza preferiamo non scriverlo.”
Un intero stadio nella partita di Supercoppa ha fischiato quel manipolo di stolti politicizzati, si può credere nello "sfottò" o no.... ma quelle persone andrebbero individuate e allontanate, perche lo sport e la mia Lazio con il razzismo e la politica non centra nulla!
Di seguito l'iniziativa ufficiale della Società Sportiva Lazio:
Giovedì 22 Agosto 2013 12:55
LA LAZIO DICE NO AL RAZZISMO!
Domenica 25 Agosto, in occasione della prima giornata di
Campionato, la S.S. Lazio manderà un messaggio forte e diretto per
rigettare ogni forma di razzismo e discriminazione.
AI TIFOSI LA SCELTA DELLO SLOGAN CHE SARA' STAMPATO SULLA MAGLIA CHE I GIOCATORI DELLA LAZIO INDOSSERANNO CONTRO L'UDINESE.
Un bacio verso il celo a Gabriele Sandri, Vola Lazio e Vinci x Noi!
Biglia è un centrale di
centrocampo che può essere utilizzato sia davanti la difesa che come
intermedio.
Nato il 30/01/86 a Mercedes
(Argentina) con passaporto Italiano, soprannominato el Principito
(il principino), è figlio di Migel Angel “Pego” Biglia e di
Estela Siri.
Il papà fu il suo primo allenatore, purtroppo
scomparso nel 2008, e fu un momento difficilissimo per Lucas. Ha
quattro fratelli di nome Cristian, Karina, Jonathan e Blas. Sposato
con Cecilia, dal loro amore nasce la piccola Allegra (4 anni), la
moglie è attualmente in attesa del secondogenito. Lucas è nato a
Mercedes (provincia di Buenos Aires), è molto legato alla sua
famiglia, in particolare alla nonna materna Otilia Brovelli: «La
amo tanto, io e la mia famiglia le dobbiamo molto». Biglia ha
origini fiorentine, i suoi avi partirono dalla Toscana tanti anni fa.
E' cresciuto tra le file dell'Argentinos
Juniors, ex squadra di Maradona, allenata
da Luis Menotti, ct campione del mondo con la
Seleccion, il quale ha creduto fin da subito nel ragazzo: “ E'
tra i calciatori più tecnici visti negli ultimi cinque anni e
destinato a una grande carriera” diceva l'ex ct. Questa parole
riportate dal “Messaggero”, fanno ben sperare i tifosi
biancocelesti.
Il “Principito” ha poi
continuato la sua carriere all'Indipendiente per poi
approdare nell'Anderlecht dove diventa anche
capitano. Nel 2005 vince il mondiale Under 20
insieme a Messi. Attualmente è un punto fermo della
nazionale albiceleste.
Nel campionato belga è stato uno dei giocatori
più forti e conosciuti, giocava da regista e con la maglia
dell'Anderlecht ha disputato anche la Champions
e l'Europa League collezionando 55 presenze e
realizzando 3 reti. Ha vinto 4 scudetti e, nella stagione 2007, è
stato scelto come miglior calciatore del campionato.
L'anno scorso è stato cercato anche dal
Real Madrid, ma le pretese troppo alte del club belga hanno
fatto allontanare i Blancos. La Lazio lo ha
acquistato per circa 6 milioni di euro.
Nelle prime amichevoli giocate abbiamo visto un
giocatore davvero interessante, lo definirei “un Ledesma con i
piedi migliori e più continuo”, a mio parere potrebbe prendere in
mano il centrocampo biancoceleste, proprio come fa con la nazionale
Argentina, ma farlo giocare con Ledesma, come in occasione della
finale di Supercoppa Italiana contro la Juventus, rischierebbe di
rendere il centrocampo lento e macchinoso, in quanto tecnicamente e
tatticamente molto simili.
Un ottimo regista, il suo gioco in orizzontale
potrà risultare decisivo per gli inserimenti dei vari Candreva,
Lulic, Ederson ed un certo Klose.
Ora aspettiamo quindi con ansia, la punta che
potrebbe farci fare il salto di qualità definitivo, magari uno come
Yilmaz, sogno ormai dichiarato della dirigenza biancoceleste o un
Bergessio non dispiacerebbe affatto (un'attaccante come lui di
movimento immaginatelo vicino al tedesco).
In attesa del 2 settembre incrociamo le dita e
facciamo un “IN BOCCA AL LUPO” (meglio semplicemente un “BUONA
FORTUNA”) al nuovo “PRINCIPITO” biancoceleste.
Innanzi tutto mi farebbe un immenso piacere dire una cosa a tutti i Peperonici che hanno gufato e che dai Social Network si sono rifatti vivi...dopo essere morti: T'HO ALZATO LA COPPA IN FACCIA! E NON TE PASSA PIU'! Perche noi con i nostri limiti tattici, tecnici, caratteriali, ci siamo giocati questa finale, l'abbiamo disputata perche il 26/5/2013 al 71' minuto Lulic vi ha cacciato dall'Europa (contento Terence Hill) siete stati sconfitti e umiliati, avete perso dignità oltre che Derby e Coppa Italia...la stellina...ora "datevela in faccia"! Adesso torniamo a noi... personalmente il 4-2-3-1 non mi ha mai entusiasmato, anche se sono consapevole che il modulo ha un importanza marginale nel complessivo, perchè è chi scende in campo che decide l'esito della partita, e li ho visti senza fame, distratti, trame di gioco lunghe e inconsitenti. La Juventus è sicuramente la migliore squadra del nostro campionato... e la sua supremazia può essere misurata in FFT (Forte Fortunata Tutelata), e non aggiungo altro. Ora passo ad un argomento a cui tengo molto e che mi fa letteralmente "incazzare", durante la partita una manica, la solita manica (poche centinaia) di tifosi politicizzati razzisti e poco intelligenti, ha cominciato a fare i "BUH razzisti" quando i giocatori di colore della Juventus (la lazio aveva in campo Onazi e Cavanda che non sono abbronzati) prendevano palla, quelle poche centinaia di persone venivano sovrastare da migliaia di tifosi della Lazio che li fischiavano! Io ho dovuto sentire per 10 minuti il Telecronista Gianni Cerqueti e il commentatore tecnico Beppe Dossena, che sottolineavano i fischi alludendo che fossero rivolti ai giocatori di colore, insultando la tifoseria della Lazio e l'intelligenza di chi vedeva da casa la partita, oltre a condizonare l'opinione pubblica facilmente influenzabile dalle opinioni di "professionisti" della tv di stato, questo comportamento indicibile è costata la chiusura della Curva Nord e l'inaccessibilità ai sui abbonati, dopo il danno la beffa! Questo comportamento nei confronti della Società Sportiva Lazio è intollerabile, come è intollerabile il risultato sportivo.
Aspettando novita... FORZA LAZIO e...
Un bacio verso il celo a Gabriele Sandri, Vola Lazio e Vinci x Noi!
Uno scandalo? E' veramente dire poco, una partita condizionata interamente dalle scelte arbitrali del signorBantidella "cricca Toscana" un gol regolare e netto non dato su Brocchi, un rigore generoso vista la conduzione all'inglese della partita fino a quel momento, un espulsione ingiusta a Biava, falli netti non fischiati a senzo unico che permettevano ripartenze del Napoli, e la lista continuerebbe, questo arbitro dilettante non dovrebbe più arbitrare nemmeno una partita di calcetto "scapoli ammogliati".Nicchi presidente della associazione italiana arbitri,che, dopo tutto, si permette anche di offendersi dopo i commenti di Lotito, esprimendosi con queste parole-"Se ci sono cose da denunciare, si vada anche dalla magistratura. Se il problema invece non esiste, come credo, bisogna dire che il calcio è diventato anche un business. Capisco che i presidenti fanno degli investimenti e che per una società quotata in Borsa un errore può costare soldi. Bisogna però dire alla gente che nel calcio non c'è la certezza del risultato e della mancanza di errori, di arbitri e giocatori".Il gol non dato a Brocchi? Tutti in tv hanno visto che il pallone era finito in rete, credo che in pochi se ne siano accorti tra i 60 mila del San Paolo. Siamo favorevoli all'arbitro di porta e alla tecnologia del gol non gol, ma questo non dipende da noi. Siamo stufi di fare da parafulmini. Quando si parla di uniformità, bisogna andare piano. E' impossibile pretenderla al cento per certo, sarebbe come pretendere che i calciatori palleggino tutti come Maradona e Baggio. Se la moviola è uno spunto per non accettare gli errori, non va bene... Il problema è che nessuno ha voglia di dare una mano agli arbitri: ci sono dirigenti che sbottano, allenatori che protestano per un fallo laterale e giocatori che entrano coi piedi a martello sapendo di fare male. Mi farebbe piacere che Lotito smentisse le affermazioni attribuitegli, secondo le quali tutto sarebbe deciso"-. Dopo aver chiesto scusa a chiunque come Roma (in occasione di Brescia-Roma) e Palermo per errori arbitrali, o è un imbecille o è corrotto, onestamente credendo nel calcio giocato spero che la prima ipotesi sia quella che più gli si addice, la sua presa di posizione non uniforme a tutti i suoi precedenti interventi mi lascia veramente sbigottito.
La partita è stata interpretata in maniera esemplare dalla Lazio che dopo il primo quarto d'ora, ha preso in mano la partita dimostrando una superiorità tecnico-tattica indiscutibile nei confronti dei Partenopei, Reja mette in campo una squadra rimaneggiata per squalifiche e infortuni, lascia in panchina Hernanes, ma ogni sua scelta in campo è azzeccata, forse una delle rare volte che questo accade, peccato che non si stato il campo a decidere il risultato finale, maBantiche, come se non bastasse a fine partita, si scambia un cenno di assenzo con il conterraneo C. Lucarelli. Vorrei spendere le ultime parole a favore della presidenza Laziale e per il dg Tare, che finalmente si sono fatti sentire proclamando ad alta voce il disaggio di tutto il popolo Biancoceleste, "caro Tare che sei stato inibito fino a maggio dal tuo incarico dirigenziale per aver espresso il tuo punto di vista con Batman Lino Banti, non sentirti punito ma prendi questa punizione come una medaglia al valore!
Un occasione d'oro visto i risultati di Udinese e Roma per avvicinarsi alla Champion, evidentemente c'è qualcuno che non vuole la Lazio là su!
Un bacio verso il celo a Gabriele Sandri, Vola Lazio e Vinci x Noi!
Immagini sbiadite me fanno ritornà a quei pionieri che de sto gioco c'hanno fatto prigionieri, i primi della capitale e quanto vale, nati nel '900 e mo sò 100! E adesso sali ancor più su... Vai grande LAZIO e chi ci ferma più!!!
Un bacio verso il celo a Gabriele Sandri, Vola Lazio e Vinci x Noi!
Il quinto Derby perso consecutivamente dalla Lazio, una maledizione che continua.
E' iniziato tutto con la designazione arbitrale caduta su Tagliavento, arbitro che dopo lo scandalo di calciopoli ha avuto pessime statistiche con la Lazio mentre molto positive a favore dei GialloRossi, ma queste sono polemiche, il campo è tutta un altra cosa.
La Lazio aveva 2 risultati favorevoli su 3, la Roma era costretta a vincere, e la Roma ha fatto la sua partita e ha meritato la vittoria, a prescindere da Laser su Muslera e dal solito rigore "pee a riomma" come direbbero i laziali.
Certo è che il solito comportamento indisponente e provocatorio del "Capitano" è quanto meno da segnalare, indispettire gli avversari ad un certo punto sembrava il suo unico scopo, e gli aquilotti che in quel momento erano più da considerare "polli" ci sono cascati in pieno, 3 giornate di squalifica per Radu, 2 per Ledesma, 1 per Lichtsteiner che era diffidato e la probabile prova televisiva su Matusalem reo di un fallo volontario su Totti a terra, questo non solo ha pregiudicato la partita ma pregiudicherà le partite a seguire, con una Roma che torna in piena corsa Champion.
Da considerare anche le scelte tattiche del Mister della Lazio E. Reja a mio avviso responsabile al 70% del collasso laziale, un 4-5-1 con Sculli e Zarate che sembrano terzini fluidificanti, altro che 4-2-3-1 come dice lui, tra l'altro Maurito continua ad essere usato fuori ruolo, non sfruttato e frustrato dalla situazione, un tesoro chiuso in cassaforte;
Passiamo ora alle sostituzioni in corsa, anche ai meno esperti di calcio sembrerà logico che quando si perde si cerca di recuperare attaccando, eheheh mi spiace ma sbagliate...per Reja non è cosi, si tolgono i 2 fantasisti offensivi della squadra nel caso specifico Zarate e Hernanes (gli unici in grado di creare spazi ed andare alla conclusione), e si mettono Mauri appena rientrato da un lungo infortunio, e Kozak (che si doveva mettere prima in campo e sicuramente non al posto di Zarate o Hernanes ma di Sculli o Floccari), ma non finisce qui, si toglie Floccari e si mette un incontrista come Brocchi, adesso mi dovete spiegare PERCHE'? su quale base...? ma allora vuoi perdere? basta dirlo!
Per concludere a mio avviso Reja non è l'allenatore adatto ad una squadra che punta in alto, lo ha già dimostrato a Napoli, brava persona bravo tecnico per zona salvezza o Serie B, nulla di più, e non mi dite che grazie a lui la Lazio è stata seconda ed ora è comunque quinta, perchè ha la squadra quest anno si merita di stare li per potenziale, a prescindere dall'allenatore.
Un bacio verso il celo a Gabriele Sandri, Vola Lazio e Vinci x Noi!
Ammoniti: Scaloni, Stendardo e Zarate (L) per gioco scorretto; Munoz e Liverani (P) per gioco scorretto.
Il posticipo di Domenica vede affrontarsi due compagini in lotta per l'europa, la dirigenza del Palermo dopo l'ingiusto trattamento dedicato a D. Rossi vista la sconfitta contro l'Udinese mette sulla panchina S. Cosmi che inizia la sua avventura perdendo con un sonoro 2-0 firmato Lazio e in entrambi i casi dai piedi di Ledesma-Sculli, Lazio che si presenta con un tridente tattico per sfrutare i spazi sulle fasce lasciati dagli attacchi di Balzaretti e Cassani, Reja lascia in panchina Lichtsteiner diffidato e affida la fascia destra a un sofferente Scaloni per non rischiare che lo svizzero possa saltare il darby della prossima settimana, una vittoria importante per i BiancoCelesti che restano tra le migliori 4.
Un bacio verso il celo a Gabriele Sandri, Vola Lazio e Vinci x Noi!
Tutto LAZIO 1900 ha pensato di ripercorrere tutte le tappe più importanti della lunga storia della S.S.LAZIO... 2° Parte
" La Sezione Calcistica ai primi del '900"
L’attività calcistica della Lazio nasce come abbiamo già accennato in precedenza
nel 1901 grazie ad Bruto Seghettini che importò dall’Inghilterra alla sede della Lazio le regole originarie del football.
La prima squadra era composta anche da 3 italo-argentini i fratelli Cerruti e dalla seguente formazione: Volpi, Balestrieri, Masini, Grifoni, Grassi, Ancherani, Tofini e Golini. La prima partita ufficiale venne disputata in piazza d’armi il 15 maggio 1902 tra Lazio e Virtus, fu considerato il primo derby della capitale e fu vinto dai biancocelesti 3-0. Nel 1907 la Lazio vinse il primo torneo romano battendo la Virtus in finale, e nello stesso anno il campionato interregionale toscano con le famose 3 vittorie in un giorno ai danni di Pisa, Livorno e Lucca. Negli anni successivi 1910-1911 e 1912 vinse altri 3 tornei romani confermandosi la squadra più forte dell’urbe. Nel 1913 la Federazione organizzò il primo campionato nazionale. La Lazio vinse il girone regionale ed affrontò dapprima la vincente del girone toscano la Virtus Juventusque di Livorno (3-1 e 3-0) e poi il Naples (campione del girone campano) per 2-1 vincendo così il campionato del Sud e raggiungendo la finale contro la fortissima Pro Vercelli con la quale perse però con un netto 6-0. Nel 1914 la storia si ripetè di nuovo….la Lazio si confermò di nuovo la squadra più forte del centro-sud ma fu fermata dal Casale in finale. Nel 1915 il campionato fu sospeso a causa della guerra quando la Lazio era prima ad una giornata dalla fine del campionato del Centro-Sud. La federazione decise ingiustamente di affidare lo scudetto al Genoa perché ritenne le squadre del meridione troppo deboli per poter battere le squadre del nord. Dopo la fine della guerra il campionato riprese ma la Lazio s’indebolì perché molti suoi campioni persero la vita in guerra e cominciò così un periodo di declino. Nel 1923 però, grazie anche ad un certo Fulvio Bernardini nelle sue fila, ritrovò il suo smalto e raggiunse di nuovo la finale nazionale perdendo però contro il Genoa. Nel 1927 invece, la mancata fusione con le altre società romane grazie al grande Generale Vaccaro...
Ma questa è un’altra fantastica storia.....
Articolo scritto e curato daIVAN per Tutto LAZIO 1900
Arbitro: Giannoccaro di Lecce (Rosi-Grilli; IV°: Mazzoleni)
Le PAGELLE
Muslera - 6 Poco impegnato dagli attaccanti del Brescia, solo un paio di conclusioni dalla distanza controllate senza troppi problemi. Lichtsteiner - 6,5 Un cross buono che diventa un assist vincente per il gol di Gonzalez, lo svizzero corona la sua solita prestazione di corsa e grinta. Biava - 6 Partita ordinata e attenta senza interventi preziosissimi, controllore.
Dias - 7 Non ce n'è per nessuno, non si passa, attento il Bagnino comanda la difesa, non sbaglia un intervento limitando ogni possibile attacco del Brescia. Scaloni - 5.5 Mi manca Radu, e manca un alterativa, l'argentino fa il suo compitino e niente più. Matuzalem - 6,5 Ancora il punto di riferimento del centrocampo, pur giocando accanto a Ledesma, ne assume il comando, mette ordine distribuisce e ci regala qualche bella giocata Brasiliana. Ledesma - 6 Bravo in fase difensiva, il capitano regala qualche palla di troppo agli avversari in fase di costruzione. Gonzalez - 7 Una conferma per il buon periodo del giovane nuovo acquisto laziale lotta come un "Brocchi" segna al 17° p.t. con un bel colpo di testa. Sostituito al 20° del s.t. da Brocchi - 6 Entra, corre e pressa, quello che ci voleva in quel momento e forse anche prima. Hernanes - 5.5 Un altro giocatore, che si, può essere fondamentale e risolutivo in qualsiasi momento, ma questo oggi non è avvenuto e la sua prestazione è sembrata il fantasma del fenomeno che conosciamo tutti. Sostituito al 43° da Bresciano - S.V.
Kozak - 7 "Il mio canto Libero" fa salire la squadra, pressa e fa gol, altro che: "ci serve una punta", la punta ce l'abbiamo a casa! Un perfetto colpo di testa da calcio d'angolo al 13° s.t. raddoppia il vantaggio. Sculli - 6 Terzino...aiuta molto più spesso scaloni che la fase offensiva, ancora deve entrare negli schemi, non al massimo della forma fisica. Sostituito al 30° s.t. da Zarate - 6 in 20 minuti va 3 volte alla conclusione e quasi vicino al gol, dire che vorrei sempre un giocatore come lui in campo mi sembra limitativo. Reja - 6 Mette in campo un buona formazione adatta a contrastare la compagine molto fisica del Brescia, giocando inizialmente con un 4-3-2-1 con Sculli e Hernanes a supporto di Kozak, un ottima idea che avrebbe sicuramente portato ad una differenza ancora più drastica del risultato se i 2 trequartisti avessero giocato come sanno fare, tardo a mio avviso l'ingresso di Zarate a sostituire Sculli, inutile l'ingresso di Bresciano.
Arbitro Giannoccaro di Lecce - 5.5episodi in area, tante gomitate e interventi dubbi, ne hanno reso una partita difficile, riuscita a gestire in maniera accettabile, un po' di perplessità sul metro di giudizio delle ammonizioni.
i gol della 25° giornata: 17°p.t. Gonzalez - 13° s.t. Kozak
Concludendo, una Lazio che sembra ora, ancora capace di mordere sul campo, ben messa tatticamente e fisicamente, in assenza di Maurito, e con un Profeta sottotono, sicuramente si perde di brillantezza e spettacolarità, ma la vittoria ci fa prendere punti da Palermo e Riomma, e con i 3 punti in mano andiamo avanti a fare il nostro campionato, bisogna essere cinici e credere e creare partita per partita la nostra "europa".
Un bacio verso il celo a Gabriele Sandri, Vola Lazio e Vinci x Noi!
Tutto LAZIO 1900 ha pensato di ripercorrere tutte le tappe più importanti della lunga storia della S.S.LAZIO...
"La FONDAZIONE"
La sua storia è un lungo romanzo, pieno di passione emozioni e sentimento, Una storia particolare, che nessun’altra società può vantare, una storia fatta di personaggi ed avvenimenti che esulano dal contesto puramente sportivo.
Era il 9 Gennaio 1900, a Roma in Piazza della Libertà nel rione Prati, Luigi Bigiarelli, romano, sottufficiale dei bersaglieri e otto suoi amici: Odoacre Aloisi, Arturo Balestrieri, Giacomo Bigiarelli, Alceste Grifoni, Giulio Lefevre, Galileo Massa, Alberto Mesones ed Enrico Venier, diedero vita ad una società pedestre e scelsero il nome LAZIO per non essere confusi con altre società sportive romane del tempo, pensando a qualcosa di più grande di Roma città, di cui però faceva parte. Pensarono ai colori BIANCO e CELESTE prendendo spunto dalla Grecia patria delle olimpiadi, e all’AQUILA come emblema indissolubile della potenza di Roma Imperiale.
Nel 1901 la LAZIO cominciò a praticare il gioco del calcio, che però non ebbe rilevanti sfide in quanto unica e prima squadra della Capitale in questo sport. Solo in seguito si svolsero le prime partite contro altre società romane, come la Veloce e la Virtus.
E’passato abbondantemente un secolo da quell’inverno del 1900, la Lazio da decenni è la più grande Società Sportiva d’Europa con più di 40 sezioni.
Ogni giorno sono migliaia gli atleti che si allenano e gareggiano con l’AQUILA sul petto...
Ma la storia è appena cominciata..........
Articolo scritto e curato daIVAN per Tutto LAZIO 1900
Muslera - 6 Castorino mai impegnato dagli attaccanti del Chievo, molto più dai continui retro passaggi dei difensori laziali, incolpevole al momento del gol degli avversari. Lichtsteiner - 6 Corre corre va su e giù per la fascia destra, grinta e fiato non mancano, ma al momento di cross e assist non riesce mai ad essere decisivo. Biava - 5.5 L'Ammonizione al 32° ha condizionato il resto della gara che diventa timida con tantissimi passaggi verso Muslera e poca convinzione nelle entrate. Dias - 7 Il vero muro della difesa laziale, il bagnino non sbaglia un intervento, neanche al momento del gol del Chievo dove trattenuto nettamente da Cesar non ha potuto anticiparlo ed evitare il pareggio. Radu - S.V. Usce al 17° per infortunio al ginocchio destro, il terzino sembrava essersi ben ripreso dall'infortunio che a quanto pare lo perseguita, sostituito da Scaloni - 5.5 L'esperto terzino destro si deve adattare alla fascia opposta, troppi svarioni e poca lucidità non all'altezza della situazione. Matuzalem - 7 Sostituisce Ledesma al centro del campo, mette ordine e fa ripartire la squadra esperienza e grinta, sbaglia pochissimi passaggi e non fa rimpiangere l'argentino. Brocchi - 6.5 Oggi capitano, Cristian mostra la solita fame di calcio, insegue pressa recupera, segugio. Bresciano - 6 A sorpresa schierato dall'inizio al posto di Mauri o Gonzalez, recupera qualche buon pallone e fa ripartire, nel secondo tempo stanco si estranea troppo dal gioco. Hernanes - 6.5 Il Profeta continua il suo periodo di sanca, poco incisivo in mezzo al campo, troppo lezioso in alcune circostanze, all'ultimo minuto di recupero del primo tempo trova però un gran gol su punizione dalla lunga distanza. Sostituito al 68° da Sculli - 5.5 L'unico rinforzo della Lazio nella finestra di mercato di Gennaio risulta non ancora al meglio, si mette sulla sinistra ad aspettare palloni, pochi, e non sfruttati al meglio. Kozak - 6 Pennellone spesso lasciato troppo solo in avanti, lotta su tutti i palloni ma influenzato dalla gara contro il Milan, Baracani gli fischia tutto, acerbo. Zarate - 5.5 Aspettavamo con ansia il suo ritorno dai turni di squalifica, non è riuscito a brillare e a far cambiar passo alla squadra, solo una buona conclusione, ci si aspetta sempre di più da un campione, insufficente. al 77° sostituito da Mauri - S.V. gioca troppo poco per entrare nei ritmi della partita. Reja - 5 Strilla e sta in piedi tutta la gara carismatico ma come al solito aspetta troppo a fare sostituzioni, la prima per scelta tattica al 68° (Hernanes per Sculli), e quando le fa sono emblematiche, dopo il pareggio al 20° del secondo tempo, non riesce a vedere un Bresciano che si muove appena, prova mettendo Sculli un mezzo tridente, che poco dopo al 77° ridisegna, levando ancora un si, poco brillante Zarate, ma pur sempre l'unico che con una giocata poteva mettere il Chievo in difficoltà inserendo un inutile Mauri per tempi e modi.
Arbitro Baracani di Firenze - 5 Gestisce bene un inizio gara senza troppi problemi, ma comincia da subito a fischiare quasi ad ogni intervento di Kozak, non vede un netto intervento falloso su Matusalem e lascia continuare permettendo al Chievo di guadagnare un prezioso angolo su cui a mio avviso Cesar trattiene Dias, non permettendogli l'anticipo che avrebbe evitato il gol del pareggio.
IlVideodella prodezzadelProfeta Hernanes
Concludendo, una partita che poteva essere dominata e vinta è stata invece pregiudicata, oltre che da una prestazione non brillante, da scelte sbagliate di Reja e sviste arbitrali in momenti fondamentali.
Da sottolineare dopo il pareggio del Chievo l'ateggiamento dello stesso, con proteste gesti di stizza tutti finalizzati ad una umiliante perdita di tempo.
Un bacio verso il celo a Gabriele Sandri, Vola Lazio e Vinci x Noi!